Appuntamento alle ore 7.30 presso il Museo del Lupo di Civitella Alfedena e incontro con la guida. Il sentiero inizia a salire lungo la storica Val di Rose, attraversando una faggeta ormai diradata, tra antichi muretti a secco che raccontano la vita rurale di un tempo.
Durante la salita si aprono scorci panoramici sempre più ampi sulla Vallis Regia, sul Lago di Barrea e sulla dorsale di Serra Rocca Chiarano, spesso avvolti da una luce limpida e autunnale.
Usciti dal bosco, intorno ai 1700 metri di quota, si apre l’anfiteatro roccioso formato dalle pareti del Boccanera, di Passo Cavuto e dello Sterpi d’Alto. È qui che, con un po’ di fortuna, si può incontrare il nucleo storico del Camoscio appenninico, che si muove con agilità tra balzi e rupi.
Dopo una breve pausa presso il vecchio stazzo, si affronta l’ultimo tratto di salita fino al valico di Passo Cavuto. La sosta è d’obbligo: il panorama è ampio, severo, privo di ostacoli, tipico delle giornate limpide di fine stagione.
Ci troviamo sulla cresta della Camosciara, tra i cespugli di Pino mugo, relitto glaciale. Sotto i piedi le pareti a strapiombo, intorno lo sguardo corre libero, senza limiti, sulle montagne circostanti.
Un breve traverso conduce al rifugio di Forca Resuni, storico punto d’appoggio delle Guardie Parco, in posizione strategica tra il versante laziale e la Valle Risione. In lontananza appare il borgo di Barrea, affacciato sull’omonimo lago.
Qui è prevista la pausa pranzo, prima di iniziare la discesa lungo un’altra valle per completare uno degli anelli più celebri del Parco Nazionale.
Superata la Valle Risione, il sentiero entra nella faggeta della Valle Jannanghera, che in autunno assume toni caldi e un’atmosfera silenziosa. Scendendo si raggiunge la sorgente Jannanghera, dove è possibile rifornirsi d’acqua.
L’ultimo tratto percorre un’antica via di collegamento tra Civitella Alfedena e Barrea, all’interno di un bosco misto, fino al rientro al punto di partenza.